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Sintesi.

Nel  corso della prima met dell'Ottocento, in Europa, si verific una
crescita  demografica generalizzata, ma con differenze quantitative  e
qualitative  nelle varie aree. La causa immediata di tale crescita  fu
il  miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, favorito
da   una   maggiore   disponibilit  di  risorse  alimentari   e   dal
miglioramento delle condizioni di salute.  (Paragrafo 1).
La  diffusione della meccanizzazione e degli stabilimenti  industriali
determin  una pi chiara caratterizzazione delle classi  sociali:  la
borghesia capitalistica e il proletariato industriale, e la supremazia
della prima sul secondo.   (Paragrafo 2).
Il  proletariato industriale fu sottoposto a un duro sfruttamento  nei
luoghi  di  lavoro,  cui  si  sommavano misere  condizioni  abitative,
alimentari  e  di  salute  e  la disgregazione  dell'unit  familiare.
(Paragrafo 3).
La disoccupazione causata dallo sviluppo industriale fece notevolmente
aumentare  il  numero  dei poveri. Contemporaneamente  si  diffuse  la
convinzione  che  la carit fosse un incentivo al vagabondaggio  e  al
parassitismo,  per  cui,  in molti stati, fu smantellata  l'assistenza
pubblica.  Per  affrontare i comuni problemi economici  e  sociali,  i
lavoratori  cominciarono ad unirsi in associazioni denominate  Societ
di mutuo soccorso.   (Paragrafo 4).
Il   proletariato  industriale  cerc  subito  di  opporsi  alle  dure
condizioni  di  lavoro  cui  era  sottoposto.  Le  prime  reazioni  si
verificarono  in  Inghilterra  ed  ebbero  il  carattere  di   rivolta
spontanea e violenta; successivamente, gli operai inglesi passarono  a
pi  mature  forme  di lotta, dando vita alle prime organizzazioni  di
tipo  sindacale.  Associazioni di lavoratori  si  formarono  anche  in
Francia e in Germania e, pi tardi, in Italia.  (Paragrafo 5).
La   riflessione  sulla  nuova  realt  economico-sociale   port   ad
importanti  novit nel pensiero liberale ed alla nascita  delle  prime
teorie di tipo socialista.
All'interno del pensiero liberale inglese, l'ottimismo di Adam  Smith,
gi  messo  in  discussione da Malthus, fu ulteriormente attenuato  da
Ricardo,  che  cerc  di  sfatare la convinzione  che  il  capitalismo
potesse procedere senza contrasti sociali.
Ancora  legato  all'ottimismo smithiano rest  il  pensiero  economico
francese.  L'economista tedesco List sostenne la necessit  di  misure
protezionistiche  per  lo  sviluppo  dell'industria  nazionale  e   fu
promotore  dell'unione  doganale tra gli  stati  della  Confederazione
germanica.
L'inglese  John  Stuart  Mill  e  il francese  Alexis  de  Tocqueville
effettuarono   un'analisi  pi  ampia  della  societ   capitalistica,
evidenziandone alcuni aspetti negativi e avanzando proposte di riforma
in senso democratico.
All'interno  del  mondo  cattolico  si  diffusero  due  movimenti:  il
Cattolicesimo liberale, contrario all'assolutismo monarchico-nobiliare
e  al  sostegno  ad esso dato dalla Chiesa; il Cattolicesimo  sociale,
attento  ai  problemi sociali ed impegnato in attivit  assistenziali.
(Paragrafo 6).

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Le  caratteristiche  fondamentali della societ  capitalistica  furono
sottoposte a dura critica dai primi teorici socialisti.
Uno dei primi a formulare proposte per un'organizzazione della societ
secondo  criteri  di  maggiore giustizia sociale fu  l'inglese  Robert
Owen.
Un'organizzazione  sociale fondata sulla collaborazione  di  tutte  le
forze produttive, guidata da scienziati e da tecnici, fu proposta  dal
francese Claude-Henri de Saint-Simon.
Il  francese  Charles Fourier riteneva che il rispetto  della  libert
individuale  e la felicit, minacciati dai nuovi processi  produttivi,
si   potessero  conseguire  attraverso  la  realizzazione  di  piccole
comunit libere ed autosufficienti.
A  partire  dagli anni Trenta, in Francia, furono elaborati  teorie  e
progetti, che ponevano maggiore attenzione all'azione dello  stato  ed
alla lotta politica. Louis Blanc sosteneva che lo stato avrebbe dovuto
attuare  riforme  per  favorire l'emancipazione economica  e  politica
degli   operai  e  delle  classi  subalterne  in  generale.   Proudhon
condannava  la  propriet privata e la burocrazia accentratrice  dello
stato. Blanqui riteneva necessaria la rivoluzione per la realizzazione
di   una   societ  fondata  sull'eguaglianza  economica  e  politica.
(Paragrafo 7).
Una svolta fondamentale nello sviluppo del pensiero socialista si ebbe
con l'opera di Karl Marx e di Friedrich Engels. Con essi il socialismo
acquist  pi  solide  basi  teoriche e una  pi  chiara  ed  organica
strategia.  Secondo  Marx ed Engels, l'inevitabile  lotta  tra  classi
sociali  aveva  portato  alla  formazione del  sistema  capitalistico;
quest'ultimo,  per, era giunto al limite del suo sviluppo  e  sarebbe
stato  inevitabilmente sopraffatto dal proletariato, che,  organizzato
politicamente  a  livello  internazionale  e  attraverso  l'iniziativa
rivoluzionaria,  avrebbe imposto il proprio predominio.     (Paragrafo
8).
